SecondoCerchio — I vini di Paolo Marchi, vignaiolo e agronomo in Toscana
LE ETICHETTE
DIECI VINI IN TRE TERRITORI
I ROSSI
CATTURASOGNI
Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc
TOSCANA ROSSO IGT PREMIUM
È il vino che ha preso forma più lentamente in cantina. Il Sangiovese porta la struttura, il Merlot aggiunge rotondità, il Cabernet Franc inserisce quella nota verde e aromatica che sposta il profilo verso qualcosa di personale. Affinato in piccoli fusti di rovere per dodici mesi, poi in bottiglia per almeno altri otto. Non si affretta a piacere: ha bisogno di tempo.
RUBIS
Cabernet sauvignon, Cabernet Franc
TOSCANA IGT – ROSSO PREMIUM
Il primo vino della cantina. Un Cabernet Sauvignon che trova il suo equilibrio nel Cabernet Franc — due espressioni dello stesso filone varietale che si integrano senza sovrapporsi. La fermentazione avviene nei fusti stessi: contatto diretto con il legno dall’inizio. Quattordici, sedici mesi di affinamento. Un vino per chi vuole capire come la Toscana può lavorare il Cabernet con il proprio carattere.
VENTO FERMO
Sangiovese
TOSCANA IGT – ROSSO PREMIUM
Sangiovese senza aggiunte. Il nome descrive il carattere del vino: c’è forza, ma è ferma, non agitata. La viola e la ciliegia sono le note più immediate; poi c’è la mineralità, quella nota sassosa che arriva dal terreno. Un vino da aspettare un anno in bottiglia dopo l’acquisto.
CANTO DELL’ACQUA
Sangiovese, Merlot, Colorino
CHIANTI CLASSICO DOCG
Il Chianti Classico della cantina. Il Colorino qui non è un semplice comprimario — porta struttura e quella tannicità pulita che bilancia il Merlot. Dodici mesi in botte grande: il legno si sente ma non sovrasta. Un Chianti Classico che non cerca di impressionare al primo sorso.
IL PRINCIPE
Sangiovese, Ciliegiolo
CHIANTI DOCG
La fermentazione in cemento non è nostalgia — è scelta. Il cemento respira, termoregola, non cede aromi. Il Sangiovese lavora senza interferenze, con solo un tocco di Ciliegiolo per ammorbidire i tannini. Un Chianti autentico nel senso più letterale.
GIOCOLIERE
Sangiovese, Syrah
TOSCANA IGT – ROSSO FRESCO
È il vino da aprire senza cerimonie. Il Syrah dà frutto e pepe, il Sangiovese dà beva e freschezza. Cinque mesi sui lieviti in acciaio — niente legno, niente tempo aggiunto. Esce pronto e rimane tale per un paio d’anni. Per le sere in cui il vino deve solo funzionare.
“Sei rossi. Tre territori, uvaggi diversi, un solo filo conduttore: il vigneto seguito direttamente, la cantina come luogo di ascolto, non di correzione.”
BIANCHI, ROSATO E BOLLICINE
ARCHÈ
Sangiovese, Pinot Nero, Syrah
TOSCANA ROSATO IGT
Rosato da tre uve vinificate separatamente: Sangiovese, Syrah, Pinot Nero. La macerazione pellicolare è breve ma precisa. Il risultato è un rosa fermo con struttura vera — non solo un vino rosato da aperitivo, ma un vino rosato da tavola. Parte in acciaio, parte in fusto di rovere. Si apre bene dopo sei mesi in bottiglia.
LA GIOSTRA
Chardonnay, Viognier, Vermentino
TOSCANA BIANCO IGT
Tre bianchi di carattere molto diverso che girano intorno allo stesso asse: lo Chardonnay per il corpo, il Viognier per l’aromaticità, il Vermentino per la freschezza sapida. La parziale fermentazione in tonneau porta complessità senza appesantire. Si esprime meglio a tavola che in piedi.
EQUILIBRISTA
Vermentino
TOSCANA BIANCO IGT
Vermentino in purezza. Fresco, floreale, sapido — tutto ciò che questo vitigno sa dare quando è al suo posto. Tre mesi sui lieviti, poi bottiglia. Beve bene da subito, ma guadagna qualcosa lasciandolo un anno.
9 – NOVE
Sangiovese, Chardonnay
METODO CLASSICO
Il tiraggio avviene il 9 dicembre di ogni anno — da qui il nome. Sangiovese e Chardonnay che rifermentano in bottiglia per almeno ventiquattro mesi. La sboccatura è à la volée, ancora manuale. Un metodo classico con l’identità precisa del Sangiovese: la bolla toscana.
“Quattro etichette. Bianchi, rosato e bollicine: stessa attenzione al vigneto, stili diversi, un’altra faccia di questi tre territori”.
LE FOTOGRAFIE
IL MONDO DI SECONDOCERCHIO
IL RACCONTO
PERCHÈ SECONDOCERCHIO
Una storia che inizia nel 2009 e che continua con ogni vendemmia.
Ci sono cose che si capiscono solo praticandole in prima persona. Puoi studiare un vigneto per anni, consigliare un produttore su ogni scelta di cantina — e poi tornare a casa e chiederti: cosa avrei fatto io?
SecondoCerchio è la risposta a quella domanda. Dal 2009, tre vigneti in Toscana che Paolo Marchi segue in proprio, con le stesse logiche che applica ai suoi clienti: scala ridotta come condizione di qualità, vitigno nel territorio giusto, cantina come luogo di ascolto.
Non è un’avventura parallela. È la forma più diretta della consulenza: fare in prima persona quello che si professa. Dieci etichette diverse, tre territori diversi, un unico approccio.
“Ogni annata è una conversazione tra vigna e cantina. Io sono solo il traduttore.”
PAOLO MARCHI – AGRONOMO ED ENOLOGO
Vigna 01
CHIANTI CLASSICO
I rossi strutturati. Sangiovese e vitigni internazionali su suoli argilloso-calcarei.
Vigna 02
SAN GIMIGNANO
I bianchi e le bollicine. Vermentino, Chardonnay, Viognier su sabbie e argille plioceniche.
Vigna 03
VAL DI CHIANA
Il rosato e i rossi freschi. Sangiovese e Syrah in zone con clima più fresco e con buone escursioni termiche.
SECONDOCERCHIO – PAOLO MARCHI
COME ACQUISTARE I VINI
SecondoCerchio non è in grande distribuzione. La vendita è diretta: scrivi a Paolo, risponde personalmente. I vini si acquistano a cartone o per singola bottiglia.
Per operatori del settore: disponibile su richiesta il listino trade.
Il consumo eccessivo di alcol è dannoso per la salute. Vendita riservata ai maggiorenni.































